La scuola e la rete territoriale per fronteggiare situazioni di svantaggio al tempo di Covid 19

Carla Romagnoli - Istituto Comprensivo Don Milani, Viareggio Articolo Romagnoli

D’impulso, vorrei iniziare da molto lontano, considerando i miei tanti anni di permanenza nell’Istituto, ma mi soffermerò solamente a esaminare in quale modo stanno reagendo i nostri alunni di fronte a questa situazione emergenziale che si è creata. Certamente la mancata presenza fisica del docente a scuola è stata per tutti loro uno strappo enorme, anche considerando il bacino di utenza che accoglie la nostra scuola; per molti alunni, infatti gli insegnanti sono sempre stati un punto di riferimento importantissimo non solo a livello scolastico, ma anche a livello educativo ( per condizioni socio- ambientali e socio-culturali svantaggiate, per povertà educativa di alcune realtà familiari presenti nel territorio, per difficoltà legate ad alcune famiglie di alunni stranieri nel gestire con i loro figli la didattica, per gli alunni certificati ).

In questi due mesi la dirigente scolastica ha fatto il possibile e, a volte, “ l’impossibile ” per superare, con tempistiche veloci e efficaci, problematiche di varia natura emerse a carico delle famiglie. Si sono appianate molte situazioni che inizialmente sembravano insormontabili e che impedivano l’avvio della didattica in DAD dei propri figli. Noi docenti abbiamo, in tutti i modi, cercato di raggiungere gli alunni affrontando questa nuova sfida con l’aggiunta della consapevolezza dell’importanza del nostro ruolo per gli studenti in un momento di vita così difficile. Tutti noi abbiamo sempre mantenuta viva la relazione con i ragazzi e con le famiglie con un enorme carico di lavoro, spesso senza orari o quasi, rallegrandoci quando una situazione che appariva molto complessa, veniva risolta, o comunque arginata.

Il nostro lavoro non si è mai limitato alla didattica, ma ha sempre conservato soprattutto la parte fondamentale di attenzione umana.

Si è cercato in tutti i modi di contenere il livello di stress a carico delle famiglie e spesso, accanto alle mail inviate agli alunni (per incoraggiarli, per ricordare i loro doveri scolastici, per fornire loro indicazioni utili alla nuova tipologia di didattica, per correggere gli elaborati inviati, etc.) ce ne sono state altrettante rivolte alle famiglie per tranquillizzarle in questo momento in cui la gestione familiare è diventata più complicata e difficile.

Anche in questa fase emergenziale, il coinvolgimento immediato delle due associazioni del territorio è stato uno strumento molto utile e di grande aiuto per la scuola. A distanza gli operatori stanno portando avanti il lavoro di supporto rivolto ai nostri studenti nei compiti assegnati dai docenti. Il loro è un contributo prezioso in quanto, in sinergia con la scuola, mantengono il contatto con alcune delle situazioni familiari del territorio più complesse che spesso compromettono il successo formativo dei loro figli a rischio di dispersione scolastica. Fortunatamente da anni è iniziata la collaborazione con le realtà suddette e, anche per gli alunni svantaggiati a livello socio - familiare, è garantito, con grande sforzo Scuola - Comune di Viareggio - Associazioni del territorio - Assistenti sociali il raggiungimento di obiettivi e competenze spendibili nel loro futuro.

Durante l’ultima lezione in Gsuite Educational ho chiesto ai miei alunni quali cose mancassero loro durante questo periodo di ”reclusione“ a casa. Cito testualmente le loro risposte: “Ci mancano: i professori, la scuola, incontrare i nostri amici nel corridoio durante l’intervallo a scuola, andare ai nostri armadietti collocati nei corridoi della scuola sperando di incontrare qualche nostro amico per scambiare due parole“. Qualcuno di loro è intervenuto dicendo: “Mi dispiace non poter uscire con i miei amici“, “Soffro perché non posso andare dai parenti, in particolare dai miei nonni“, “Devo rinunciare alle mie abitudini“.

Alla domanda: “C’è qualcosa che apprezzi in particolare in questo periodo?” molti hanno risposto: “Mi piace osservare la natura che mi circonda e che finora non avevo apprezzato“, “Mi piace stare in giardino“, “Ora ho più tempo per pattinare“, “Mi godo la mia famiglia“, “ Litigo di più con mia sorella“, “Disegno all’aperto“. Una risposta mi è rimasta in mente perché data da un alunno abbastanza problematico: “A me non piace niente in questo periodo, mi manca la scuola e i miei professori“.

Purtroppo, nonostante gli sforzi compiuti da parte di tutti noi operatori della scuola, molti alunni del nostro Istituto o non si sono mai collegati on line o partecipano alla DAD solo sporadicamente in modo inefficace.

La cosa che più mi rammarica è che la finalità educativa della scuola, sempre volta al benessere e all’inclusione dell’alunno, spesso si scontra, da sempre, con alcune realtà familiari e a farne le spese sono i propri figli che non riescono a cogliere, anche in questo momento particolare, nuove opportunità di lavoro in cui la scuola, “ pezzo per pezzo “ si re…. inventa e si ri….costruisce con grande impegno di tutti.

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